venerdì 8 novembre 2024

Lo strano caso di una Fortezza Volante abbattuta da un caccia di produzione americana

Cefalunews, 9 novembre 2023

Il 12 giugno 1943 il pilota di un caccia P38 Lightning, “nuovo di zecca”, in volo verso l’isola di Malta, smarrì la rotta di volo e per errore atterrò sul campo di aviazione nemico, quello di Capoterra in Sardegna.

Ho avuto modo di conversare telefonicamente con il dott. Giovanni Pesce (1) e abbiamo deciso di rammentare questo avvenimento poco conosciuto. Pertanto, passiamo ora ad esaminare quel che avvenne, l’11 agosto di ottanta anni fa, chiedendo all’intervistato di raccontare e commentare questo insolito episodio.

«Nelle vicende belliche non sempre le cose vanno come si era previsto e spesso accadono fatti alquanto contorti. Nelle discussioni delle ultime settimane avevamo disquisito di caccia USA P38 e di Fortezze Volanti B17; ebbene nell’estate 1943 un P38 con insegne italiane riuscì ad abbattere un B17 nei cieli italiani. Il P38 e il B17 erano in quei giorni i più potenti velivoli della loro classe, purtroppo la nostra industria nazionale non era in grado di produrre velivoli del genere con quella qualità e soprattutto quantità.

Il 12 Giugno ‘43 un P38 Lightning  (probabilmente un “F” o “G”) nuovo di fabbrica, diretto a Malta, sbagliò rotta ed atterrò a Capoterra (Ca): il pilota fu preso in consegna dai Regi Carabinieri ed il velivolo divenne “preda bellica” italiana.

Furono applicate al P38 le vigenti insegne della Regia Aeronautica (Stemma Savoia, Fasci Littori, 2 fasce bianche nelle travi di coda) e venne allertato il miglior pilota del Reparto Esperienze di Guidonia, Col. Angelo Tondi. 

Tondi si recò in Sardegna, e il giorno seguente trasferì a Guidonia il P38. Il trasferimento non fu privo di problemi: il primo problema consisteva di evitare di essere attaccato da aerei dell’Asse ed il secondo problema riguardava la non conoscenza della lingua inglese da parte del pure esperto pilota Col. Tondi. Durante il volo, il pilota sperimentò quasi tutti i comandi e quando azionò un pulsante “Canopy” il tettuccio dell’abitacolo fu lanciato in aria lasciando la cabina di pilotaggio, pilota compreso, a cielo scoperto.Gli specialisti di Guidonia ricostruirono velocemente il pezzo ed il P38 fu pronto per un’azione militare. L’11 Agosto ‘43 il Col. Tondi si preparò per un attacco ad una formazione di Quadrimotori alleati. Si portò in zona Torvaianica, sempre scortato da un caccia italiano Macchi C205 e si avvicinò alla formazione alleata. Dopo un finto duello con il C205 pilotato da Franco Benato, si lanciò in una serie di attacchi al Combat Box dei bombardieri.

Nei pressi del Circeo riuscì, in un attacco frontale, ad abbattere un bombardiere ed a colpirne efficacemente altri. Ricevette in cambio uno spray di colpi che però non danneggiarono gravemente il P38. Nella relazione rilasciata da Tondi fu scritto che era stato abbattuto un B24 americano.

Gli americani presero a male la vicenda e raccomandarono ai loro piloti di stare attenti a questo pilota di P38. Comunque presero la decisione di fare scortare, in Italia, i Combat Box da bombardamento da gruppi di aerei da caccia.

Inoltre, nacquero alcune leggende romanzate basate su un personaggio tal Guido Rossi, pilota del P38 della Regia Aeronautica che poi sarebbe stato abbattuto da un pilota USA durante un’azione di bombardamento su Pisa; ma dalle testimonianze dei piloti italiani che hanno partecipato a quel combattimento non vi è alcuna menzione di presenza di P38.

Dall’altra parte esiste un racconto, senza conferme ufficiali, di un P38 veramente americano, che avvicinatosi solitario ad una formazione di aerei da bombardamento sia stato abbattuto da fuoco amico.

Dopo l’8 Settembre 1943 quel P38 fu abbandonato dalla R.A., ed andò distrutto durante un bombardamento alleato di Giugno 1944. Il Col. Angelo Tondi, già pilota personale di Mussolini, scelse il passaggio nell’Aeronautica Nazionale Repubblicana ed a fine guerra fu epurato e radiato dalla Regia Aeronautica.

Nel 2008 ho ritrovato la documentazione USA relativa a quel combattimento ed ho collaborato, con mio padre [N. d. R. Giuseppe Pesce, Generale di squadra aerea] alla stesura di un articolo sull’argomento.

L’aereo abbattuto non era un B24, bensì un B17F e comunque gli aerei colpiti da Tondi e non rientrati alla base erano 2, ovvero un secondo B17F atterrò fuori campo in Tunisia in quanto impossibilitato a raggiungere la base aeroportuale prevista».

Note:

(1) Giuseppe Longo 2023, Velivoli impiegati nella trattative tra Alleati ed italiani per l’Armistizio “Corto” del Settembre ’43, Cefalunews, 13 ottobre.

Bibliografia e sitografia:

Mantelli Brown, B-17 Flying Fortress – La Fortezza Volante, REI (Rifreddo), 2017.

Mantelli - Brown - Kittel - Graf - P-38 - P-39 - P-40, R.E.I. Editions, 2017.

www.aeronautica.difesa.it

www.difesa.it

https://algwestterminiimerese.blogspot.com

Foto a corredo dell’articolo: P38J Lightning, tratta dal sito https://ww2aircraft.net

Giuseppe Longo 

cefalunews.org/ 

martedì 23 luglio 2024

I primordi dell’S.79 e l’aereo adibito al Trasporto Personalità nell’ALG West di Termini Imerese

Giornale del Mediterraneo, 23 luglio 2024

Il trimotore S.79, ideato dall’Ingegnere Alessandro Marchetti (1884 - 1966), fu il più celebre aereo italiano multiruolo dell’ultimo conflitto mondiale. Il prototipo con la sigla civile I-MAGO dopo molteplici prove di officina, fece il suo primo volo il 28 settembre 1934, decollando dallo stabilimento della SIAI-Marchetti di Sesto Calende. 

In origine il velivolo, chiamato “SIAI-Savoia” e indicato con la sigla (S), esordì come aereo civile da trasporto veloce passeggeri con la sigla (S.79P), quest’ultima, poi modificata nel 1937 in S.M. (Savoia Marchetti).

La Regia Aeronautica dimostrò un grande interesse per l’I-MAGO, le cui peculiarità erano la velocità e l’autonomia di volo. Infatti, l’aereo dopo essere stato esaminato al Centro Sperimentale di Guidonia Montecelio, ricevette il numero di Matricola Militare (MM 260). Dopo continui miglioramenti, anche nell’apparato motore, nell’estate del 1935 l’aereo venne utilizzato occasionalmente dal Generale Giuseppe Valle (1886 - 1975), Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, insieme al personale militare navigante per un volo in Africa Orientale.

La particolare considerazione del prototipo da parte della Regia, indusse l’azienda costruttrice: la Società Italiana Aeroplani Idrovolanti di Sesto Calende, (SIAI), a studiare una versione militare (S.79K). Quindi, nel 1936 la Direzione Generale delle Costruzioni e degli Approvvigionamenti (DGCA) del Ministero dell’Aeronautica, commissionò alla ditta di produzione la prima serie del bombardiere. Pertanto, il primo trimotore (S.79M) con la tipica carenatura dorsale, “gobba” (particolarità che lo rese inconfondibile, e dove alloggiava il mitragliere e la mitragliatrice calibro 12,7 mm) fu consegnato al Centro Sperimentale di Guidonia nel luglio del 1937.

Prodotto in versioni molteplici, questo monoplano ad ala bassa, un abile combattente, venne impiegato su tutti i fronti della seconda guerra mondiale, e scrisse pagine leggendarie nella storia della Regia Aeronautica. Qui, vogliamo prendere in esame la variante denominata “Trasporto Personalità” (S.79TP). In realtà si trattava dell’S.79K, volutamente modificato. Infatti, era stata eliminata la stiva per le bombe, e quest’ultima, sostituita con una cabina composta da 6 - 8 poltroncine.

Il velivolo per tale specifico impiego, generalmente era composto dalla mitragliatrice di posizione fissa in caccia, ed era identificato soprattutto dai finestrini supplementari (due per lato), adiacenti al bordo d’uscita alare. L’aereo VIP fu assegnato oltre ad alcuni comandanti di grado più elevato (sia della Regia e sia dell’Esercito), anche al reparto speciale per il “Trasporto Personalità”, ovvero la “Squadriglia P” di stanza all’aeroporto di Guidonia.

Com'è ormai comunemente noto, nelle fasi concitate delle trattative di Armistizio/Unconditional Surrender, la mattina del 31 agosto 1943, il Generale Giuseppe Castellano, delegato dal Capo del Governo Badoglio, partì dall’aeroporto di Centocelle per raggiungere l’Advanced Landing Ground West (ALG West) di Termini Imerese. L’aereo, magistralmente fotografato sulla pista di volo (1) in località Pistavecchia - Canne Masche, trattasi in realtà di un S.79, intenzionalmente una versione base, adattato a “Trasporto Personalità”, probabilmente appartenente alla squadriglia P.

Il velivolo “speciale” in sosta a Termini Imerese con le insegne alari (a tre fasci littorio) obliterate, ad eccezione della croce di Savoia sul timone verticale, e la fascia bianca in fusoliera, ottantuno anni fa, affrontò il tragitto (Roma - Termini Imerese e viceversa). Chiaramente, il trasferimento degli emissari dal Lazio in Sicilia fu gestito e affrontato con la massima discrezione e in gran segreto per il buon esito della trattativa politico militare (2).

Abbiamo chiesto al Dott. Giovanni Pesce (3) di parlarci del trimotore S.79 nella specifica versione “Trasporto Personalità” (S.79TP), ricordando ai lettori che dopo l’Armistizio, il velivolo fu utilizzato anche dalle due forze aeree: la Regia Aeronautica cobelligerante (Regno del Sud) e l’Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR).

«Avevamo ricostituito nei mesi passati le vicende degli S79 che erano stati utilizzati per le trattative di Armistizio/Unconditional Surrender dell' 8 Settembre 1943.

Quei velivoli erano appartenenti ad un Gruppo di volo di stanza a Guidonia Montecelio destinato al Trasporto Personalità.

Quel Gruppo aveva il compito di accompagnare Personalità Politiche e Militari in missioni particolarmente importanti.

Erano assegnati ad personam, così vi era quello assegnato al Capo dello Stato, quello al Capo del Governo, quello al Comandante  FF.AA. etc.

Quel tipo di velivolo è stato veramente versatile ed ha fatto tutto con grande dignità ed anche nella versione P/TP Trasporto Personalità si è fatto apprezzare dagli equipaggi ed anche dai pochi passeggeri.

La caratteristica della versione P/TP era quella di avere 6/8 poltroncine ed 4 finestroni, 2 x lato; questa versione  era costruita  trasformando un modello M (Militare) al quale veniva smontato l'armamento in caccia e nel vano bombe venivano aggiunte poltroncine per i passeggeri.

 

L'equipaggio era di 4 membri, 2 piloti e 2 specialisti.

L'S79, come avevamo visto, era perfetto per l'area mediterranea e su quei cieli ha svolto le sue imprese migliori dalla Guerra Civile Spagnola alle Linee Aeree del Libano anni ‘50.

In realtà gli S79 civili delle Linee Libanesi non presentavano i 4  finestroni tipici della versione P/TP.

In rete si può vedere una foto dell' S79 assegnato al Gen. Ugo Cavallero con i 4 finestroni laterali. L'S79TP era quindi particolarmente riconoscibile anche ai non addetti ai lavori e dall'esame delle foto dell'S79 presente a Termini Imerese a fine Agosto/primi Settembre ‘43 possiamo notare l'assenza di detti oblò e quindi deduciamo che sia stato utilizzato un S79 standard con adattamenti di poltroncine piuttosto che un evidente modello P/TP che avrebbe suscitato un'attenzione non desiderata.

La produzione totale degli S79 fu di 1200 esemplari ed una prima stima del modello P/TP è di circa 15 pezzi.

Gli aneddoti particolari su quei velivoli sono relativi al fatto che il M.llo Badoglio non volesse mettere piede sull'aereo a lui assegnato o che il Col. Tondi (pilota del Duce) fu radiato dalla Regia Aeronautica per aver tenuto all'aeroporto del Littorio un S79P a disposizione di Benito Mussolini, quando invece era stato ormai destituito da ogni incarico governativo».

Note:

(1) Giuseppe Longo 2022, Fu l’aereo che accolse Giuseppe Castellano il 31 luglio o il 2 settembre del ’43 ad essere immortalato in foto nel campo di volo di Termini Imerese? Cefalunews, 3 febbraio.

(2) Giuseppe Longo 2023, I prodromi dell’Armistizio del ’43 - Lo scalo a Termini Imerese dell’aereo pilotato da Publio Magini con a bordo Castellano e Montanari, Cefalunews, 31 agosto.

(3) Giuseppe Longo 2023, Armistizio 1943. I preamboli delle trattative di Cassibile. Volo aereo da Guidonia a Palermo Boccadifalco, Cefalunews, 29 settembre. 

Bibliografia e sitografia:

Alberto Borgiotti - Cesare Gori, Aviazione. Il Savoia Marchetti S.M. 79 Sparviero. 1933-1940, Stem Mucchi, 1980.

Cesare Gori, Il Savoia Marchetti S.M. 79 nel secondo conflitto mondiale, Ufficio Storico Aeronautica Militare, 2004.

Fabio Bianchi - Antonio Maraziti, I bombardieri italiani 1940-1943, Storia Militare e Dossier, n. 32, 2017.

Giuseppe Longo, Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel Distretto di Termini Imerese, I.S.S.P.E. Palermo 2022, seconda edizione.

Giuseppe Longo 2023, 1943, Trattative per un armistizio. I plenipotenziari italiani: il rientro in volo da Cassibile a Termini Imerese, Cefalunews, 8 settembre.

https://algwestterminiimerese.blogspot.com/

Foto di copertina: SIAI Marchetti S.79 - Prototipo I-MAGO. Codice: PS-S79-013PC, da Più cento. SIAI Marchetti. Dal 1915 storie di uomini e aeroplani.

Foto a corredo dell’articolo: 

S.M.79 della 193ª Squadriglia in volo sul Mediterraneo. In questa configurazione si notano le quattro mitragliatrici, frontale, dorsale, laterale e ventrale. Andrea Nicola (1916 - 1972) - Archivio Riccardo Nicola da foto originale del Servizio Fotografuco della Regia Aeronautica.

17 marzo 1942. I generali italiani Ugo Cavallero, Ettore Bastico e Curio Barbasetti di Prun, discutono in una base aerea in Libia nel 1942. Sullo sfondo l'S79TP. Archivio Centrale dello Stato.

Campo di volo di Termini Imerese, e l’S79 adibito a trasporto personalità.

Giuseppe Longo

www.gdmed.it

La pista di rullaggio “Alg East” di Campofelice di Roccella in una foto probabilmente rielaborata cromaticamente

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